L'AQUILA 3 ANNI DOPO

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Pubblicato: il 22 aprile 2012

Il 22 aprile 2009 la nostra Squadra giunse a Roio per rendersi conto sulla situazione nelle tendopoli che ospitavano la comunità parrocchiale di Santa Rufina di Roio, Rioio Piano e Colle Roio, guidata da Don Giovanni MANDOZZI.

Il 26 aprile tornammo con la delegazione guidata dal Sindaco e Don Sergio, unitamente al rappresentante dei Pompista d'Sant'Antunin e al cronista de La Valsusa, portando i primi aiuti  concreti della nostra comunità.

26 Aprile 2009 incontro Sindaco e Don Sergio  22 Aprile 2009 incontro Gianni Bruna Don Giovanni

A tre anni dal nostro primo viaggio a Roio, a seguito del sisma che il 6 aprile 2009 colpì L'Aquila e gran parte dell'Abruzzo, che ci consentì di conoscere la gente di quella terra martoriata dalla calamità naturale che ha segnato per sempre le loro vite, presentiamo un reportage di ciò che abbiamo visto nel corso del nostro ultimo viaggio a L'Aquila, dal 2 al 5 gennaio scorsi, nell'ambito del progetto Un Ponte per Roio.

Nei primi giorni del nuovo anno la nostra squadra ha fatto ritorno a Roio.

Il viaggio, oltre ad esser l'occasione per incontrare nuovamente i nostri amici, coi quali prosegue l'azione di solidarietà di lungo corso nata nel 2009, ci ha consentito di verificare di persona i molti lavori fatti in questi tre anni, ma anche lo stato di una  ricostruzione che tarda a decollare.

uscita L'Aquila 2009 mulino Roio Piano 2009

Tornare negli stessi posti visitati nell'aprile 2009, ed altre 5 volte nel corso dei primi due anni, lascia sempre un coacervo di emozioni difficile da descrivere. Il colpo d'occhio sulla città, appena si giunge all'uscita Aquila Ovest, da l'idea di un enorme cantiere aperto: nuovi edifici del progetto CASE, MAP, MUSP, gru e mezzi in movimento ovunque. Ma, purtroppo, anche edifici e palazzi della zona nord, in particolare quelli di Pettino, nelle stesse condizioni in cui li abbiamo visti il 22 aprile di tre anni fa, ad esclusione di mobili suppellettili che sono stati rimossi.

Un segno tangibile di un'emergenza che si protrae nel tempo  è il continuo andirivieni di mezzi pesanti dei Vigili Del Fuoco che, a tre anni dall'evento,  ancora operano in varie parti della città collaborando alla rimozione delle macerie.

Vigili Del Fuoco Santa Rufina

Anche il centro storico è rimasto pressappoco nelle stesse condizioni, nel senso che è stato interamente puntellato, come già avevamo potuto osservare nell'agosto e settembre del 2009 ma,  rispetto ad allora, gran parte delle strutture in legno installate dalle migliaia di Vigili del Fuoco giunti dall'intera nazione, sono state rinforzate o sostituite con altre, miste in legno e acciaio, realizzate da ditte private.

Ma il centro storico merita un discorso a se che affronteremo in seguito.

Comunque, rispetto all'ultima nostra visita, il 24 settembre del 2010 in occasione dell'esercitazione "Aternum 2010", possiamo giungere a Colle Roio passando dalla strada che passa vicino alla stazione ferroviaria. È una bella novità ma ci da da pensare quando scopriamo che la strada è stata aperta solamente il 23 dicembre  2011, consentendo finalmente ai residenti delle 4 frazioni di Roio di evitare un giro di oltre 9 Km per scendere in città.

Tra le note più positive della nostra permanenza vi è quella di aver incontrato  38 dei 52 soggetti ospitati a Sant'Antonino nell'estate 2009, nel progetto "Un Ponte Per Roio" e l'aver constato che tutti quanti sono sistemati; chi nei Moduli Abitativi Provvisori, chi nelle case ristrutturate, alcuni in case in affitto provvisorie,  beneficiando del contributo di autonoma sistemazione.

Per tutte le famiglie incontrate Don Sergio ha mandato una copia del libro appena pubblicato sulla nostra parrocchia di Sant'Antonino Martire, segno di un legame consolidato tra le due comunità parrocchiali.

ultima sera

Nessuno si lamenta della condizione di disagio in cui vive, tutti riconoscono che molto è stato fatto ma è indubbio che la ricostruzione, quella vera, ancora non è partita.

Parlando con i molti amici roiani e con altri soggetti conosciuti sul posto, ci siamo fatti un'idea del perché la ricostruzione stenti a partire a pieno regime, nonostante tutti i 65 mila colpiti abbiamo una sistemazione dignitosa a spese dello Stato (anche se a volte disagevole per le distanze rispetto alla vecchia abitazione).

Benché nei giorni della nostra permanenza a Roio il Presidente del Consiglio Monti abbia firmato l'ordinanza che prevede lo stanziamento di 7 milioni e 845 mila euro   (ordinanza nr. 3992 del 2.1. 2012), pare evidente che le somme stanziate per la ricostruzione sono piuttosto esigue.

articolo il Centro 3 gennaio articolo il Centro 3 gennaio

Guardando le cifre pubblicate dal quotidiano Il Centro del 4.1.2012, infatti, emerge che  le risorse impiegate raggiungono la somma di 6 milioni e 514mila euro per spese correnti, così suddivise:

  • Proroga Co.Co.Co comuni cratere e provincia 1 milione e 450 mila euro;
  • Proroga Co.Co.Co comune dell'Aquila 290 mila euro;
  • Proroga Convenzione Abruzzo Engineering e Provincia 200 mila euro;
  • Proroga Convenzione Abruzzo Engineering e Provincia 200 mila euro;
  • Proroga Convenzione Abruzzo Engineering e Comune dll'Aquila 950 mila euro;
  • Proroga contratti a tempo determinato Comune dell'Aquila 792 mila euro;
  • Convenzione SED (Servizio elaborazione dati) 200 mila euro;
  • Spese Vigili del Fuoco 2 milioni e 63 mila euro;

È innegabile che molto è stato fatto, che le persone colpite sono state oltre 65 mila e, di queste, a gennaio quelle assistite risultavano ancora 34.804 tra quelle sistemate nel progetto CASE (Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili (13.128)), nei MAP (Moduli Abitativi Provvisori), quelle in affitto dal Fondo Immobiliare (807), quelli in affitto concordato dal Dipartimento della Protezione Civile (979), ai quali si aggiungono 11791 persone che beneficiano dell'autonoma sistemazione ed altre 552 persone alloggiate in strutture di permanenza temporanea.

In merito alla ricostruzione va detto molte abitazioni con danni classificati A, B e C sono state riparate ed anche alcuni dei nostri ospiti sono riusciti a fare i lavori entro il primo o il secondo anno e, percorrendo la zona nord del capoluogo, dirigendosi verso Pettino (attraversata dall'omonima faglia) si notano abitazioni ristrutturate accanto ad altre da abbattere o rimaste nelle stesse condizioni di tre anni fa.

Pettino 2009

Pettino 2012 Pettino 2012 rifatta

Sentendo la gente del posto il problema principale, ad esclusione del centro storico che merita un capitolo a se, è dato dalla ricostruzione dei cosiddetti aggregati, ovvero le case dei centri storici che hanno subito danni di diversa classificazione e che hanno porzioni in comune con edifici con classificazione diversa.

Il perché dei ritardi si annida sia nella burocrazia che in carenze organizzative ed esecutive a livello istituzionale (leggasi sovrapposizioni e/o carenze di competenze nella progettazione e nel controllo dei piani di ricostruzione).

Altri problemi che ostacolano la rinascita della città sono i parametri di sicurezza con cui i proprietari devono ricostruire gli edifici. L'edificio dev'essere ristrutturato secondo un parametro di sicurezza sismica variabile in percentuale. Il proprietario che vuol vivere in quella casa punta a demolire tutto e ricostruire col massimo punteggio della percentuale di sicurezza, ma ciò non è sempre possibile.

 Il proprietario di un appartamento che non lo utilizza direttamente e che magari lo usa come fonte di reddito cedendolo in affitto, punta a ricostruire applicando il parametro minimo stabilito dalla legge. Ovviamente il ragionamento è correlato ai costi di restauro.

Immaginate le difficoltà a mettere d'accordo due proprietari sulla "percentuale di sicurezza" da applicare agli appartamenti lesionati che si trovino all'interno di uno stesso condominio, con muri perimetrali comuni ma con destinazione d'uso diversa, ovvero con uno che ci abita e l'altro che lo affitta a terzi.

A questi problemi se ne aggiungono altri, molto più delicati quando si entra nel centro storico, dove moltissimi sono stati gli investimenti per mettere in sicurezza tutti i monumenti e le numerose chiese. Ma dove nulla è stato ricostruito o ristrutturato.

Per la verità, proprio grazie agli amici di Roio, che hanno prenotato sapendo del nostro arrivo, abbiamo avuto l'eccezionale opportunità di fare una visita guidata all'interno della basilica di San Bernardino, chiusa per restauri ed aperta eccezionalmente al pubblico nei giorni prima dell'Epifania, per ammirare i lavori  in corso. Purtroppo c'era il divieto di fotografare e fare riprese ma, salire col montacarichi a 30 metri d'altezza,  sulle impalcature che imbragano la basilica, ed assistere al restauro del soffitto ligneo è stato davvero emozionante. Ci ha fatto un certo effetto rivedere la stessa chiesa e lo stesso soffitto descritti da Bruno VESPA nello speciale andato in onda su Rai uno il 6 aprile scorso, sullo stato della ricostruzione tre anni dal disastro.  

San Bernardino 2012

Buona parte del centro storico è ancora chiuso, anche se molte delle chiese e dei monumenti di maggior pregio sono stati messe in sicurezza mediante installazione di gabbie, telai e avveniristiche strutture di protezione. Si circola a piedi in diverse zone che lo scorso anno erano ancora chiuse, e, sotto i portici della via principale, è stata allestita una mostra con pannelli illustrativi che indicano i progetti di recupero degli edifici d'interesse storico, l'ente che ha raccolto i fondi per il restauro (molti sono stranieri ed in buona parte sono soggetti privati, fondazioni o grandi società che hanno finanziato gli interventi ) e chi si occuperà di eseguire i lavori. Un passo avanti che fa ben sperare.

Passare per la prima volta a piedi di fronte alla basilica delle Anime Sante ci fa tornare in mente quel viaggio all'interno della Zona Rossa di 3 anni fa (sulle auto della Polizia Stradale) quando, col Sindaco e Don Sergio, ci fu concesso di vedere da vicino la "zona del cratere" e si stentava a manovrare facendo lo slalom tra macerie, calcinacci ed edifici pericolanti.

Anime Sante 2009 Anime Sante 2012

Passando a Colle Roio abbiamo rivisto l'area della tendopoli, dove ancora giacciono alcuni container, il nuovo insediamento MAP, abitato da alcuni ospiti del nostro progetto, molti edifici imbragati o rasi al suolo, ed anche case A, B, o C interamente ristrutturate.

A Santa Rufina c'è l'insediamento MAP più grande, che sorge dove allora c'era la tendopoli e, in quella che era la tenda della mensa, ora si celebrano le messe, dato che la chiesa è rimasta nelle medesime condizioni del 2009.

Santa Rufina tendopoli 2009 Santa Rufina tendopoli 2012

Circolando per la frazione notiamo molte case rase al suolo e, transitando di fronte alla canonica, notiamo che procedono le demolizioni degli edifici che Don Giovanni ci descriveva come i primi da lui raggiunti dopo la scossa delle 3,32, all'interno dei quali dai muri crollati erano riusciti a trarre in salvo un'intera famiglia.

Santa Rufina crollo 2009 Santa Rufina lavori 2012

Anche qui notiamo i mezzi dei Vigili del Fuoco all'opera per la rimozione delle macerie, che ditte specializzate provvedono prima alla separazione di ogni minuscolo frammento di materiale da conferire e trattare in luoghi diversi. 

La scena si ripete a Poggio di Roio dove, un operaio addetto alle demolizioni, ci dice che sono lì da tre mesi ma il lavoro non finisce mai, perché la divisione delle macerie è complicata (in effetti, anche dalle foto, si può notare che Poggio di Roio è un colle sul quale i vecchi edifici si sono accartocciati l'uno sull'altro ed è necessario radere al suolo tutto quanto).

Poggio Roio 2009 Poggio Roio 2012

Nella stessa frazione la vecchia scuola è stata sostituita dal Modulo Uso Scolastico Provvisorio, realizzato con i soldi raccolti dalla Caritas ma, le opere più imponenti sono quelle degli insediamenti CASE di Roio 1 e Roio 2, al cui interno sono però alloggiati unicamente abitanti della zona nord  e del centro del capoluogo (che quindi si trovano a una decina di Km da casa loro).

Scuola Poggio Roio 20009 Scuola Poggio Roio 2012

Tra le migliaia di persone assistite, inizialmente ospitate negli alberghi sulla costa o negli alloggi, vi sono molti stranieri che, giustamente, oggi hanno trovato sistemazione negli appartamenti dei complessi CASE o dei MAP. In questo caso, non tra i nostri amici ma tra altre persone che abbiamo incontrato alla periferia Nord nella zona di Pettino, ci è stato fatto notare che molti stranieri hanno tratto beneficio dal sisma, poiché oggi sono sistemati come gli altri aquilani negli alloggi messi a disposizione dallo Stato.

Riflettiamo sulle parole appena ascoltate, dette un po' a mo' di sfogo per la condizione di disagio. Come in tutte le tragedie di questa portata si vengono a creare condizioni di "livellamento sociale" per cui se prima eri proprietario di 4 appartamenti o di una villa in centro e li hai persi, ora sei nelle stesse condizione dello straniero regolare che viveva in 50 metri quadrati in un appartamento fatiscente e che è andato distrutto. Ad entrambi lo Stato garantisce la sistemazione in un MAP di 40- 60 metri quadrati, in attesa della ricostruzione.

In questa situazione circolano voci secondo le quali circa 7 mila persone si sono trasferite definitivamente in altre città, molti sulla costa, altri verso Avezzano e Sulmona. Un brutto segno indice della mancanza di prospettive e di un futuro incerto.

Ripartiamo il 5 gennaio, proprio mentre in città convergono tantissimi artigiani, espositori, commercianti ed operatori che riempiranno la città per 2 giorni, in quella che è uno degli eventi fieristici più importanti del centro Italia, la Fiera dell'Epifania dell'Aquila, che quest'anno è arrivata alla 64ª edizione.

Roio 1 2012 MAP Santa Rufina 2012

È ora di tornare, un ultimo giro per le borgate e per filmare la piana di Roio coi centri storici rasi al suolo, con i villaggi MAP (che verranno smantellati) e con gli insediamenti CASE (le famose new town destinate a diventare campus universitari quando sarà ultimata la ricostruzione) che hanno cambiato per sempre l'aspetto di questa porzione di "città di montagna" a cui ci sentiamo legati.

Gli amici di Colle Roio

Gli eventi ci hanno legato a questa gente e a questi luoghi.

Torniamo a Colle Roio, il tempo dei saluti con gli amici e ripartiamo. Col groppo in gola, come tutte le altre volte che abbiamo lasciato i nostri amici, che continuano a vivere in condizioni di difficoltà.

Per i primi 250 km del viaggio di ritorno nessuno di noi riuscirà a dire una parola.

Sono stati 4 giorni intensi ma, rispetto ai primi viaggi, in cui molti di loro erano ancora nelle tendopoli o avevano appena ricevuto una sistemazione adeguata, ciò che ora spaventa di più sono i tempi estremamente dilatati per ricostruire gli edifici ancora distrutti.

Anche lo scorso febbraio, mentre scrivevamo questo pezzo e montavamo le foto da pubblicare sul sito (relative ai nostri viaggi da quel 22 aprile ad oggi, in modo da testimoniare con le immagini l'evolversi della situazione nel corso degli anni), sentivamo i nostri amici roiani impegnati ad affrontare un'emergenza neve come non la si vedeva dal 1957.

Eppure, ancora una volta, mentre tutti i media amplificavano le polemiche delle 12 ore di neve che avevano paralizzato Roma e dintorni, restavamo stupiti dall'assenza di qualsiasi lamentela da parte degli aquilani per i comprensibili ritardi con cui, con un metro e mezzo di neve in città, le strade venivano tenute aperte dagli spazzaneve.

Santa Rufina 2012

Gente di montagna, simile ai valligiani come noi. Col tempo e con i legami che si sono consolidati in questi anni, abbiamo capito il significato di quelle magliette con su scritto TERREMOTOSTO, che orgogliosamente indossavano quando vennero a Sant'Antonino. Terremo duro.

Sacra San Mihcele II turno Sacra San Mihcele II turno

Nei momenti di difficoltà riescono a tenere duro, ma noi gli auguriamo che vengano tempi migliori e che quanto prima riescano a ricostruire le LORO case, quelle che sentono loro e che hanno dovuto lasciare quel 6 aprile di 3 anni fa.

 

Ulteriori informazioni su: http://www.aibsantantonino.it/b/tree-39/

 

 

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