Buon 2013 a tutti

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Pubblicato: il 03 gennaio 2013

È con un articolo del noto conduttore televisivo Mario TOZZI che intendiamo salutare il nuovo anno.

Un prezioso contributo  che ci sprona a proseguire nel nostro sforzo per diffondere la cultura della Protezione Civile e incrementare la resilienza tra i cittadini, la capacità cioè di una comunità di affrontare gli eventi calamitosi, di superarli e di uscirne rafforzata o addirittura trasformata.

La consapevolezza del monito lanciato più volte dal mondo scientifico sui mutamenti climatici, i tempi di ritorno sempre più brevi tra un evento calamitoso e l'altro e la grave mancanza di cultura della difesa e tutela del territorio, ci spingono ad interrogarci su quanta strada ci sia ancora da fare per affrontare gli eventi naturali in modo corretto.

Brugnato 5 Terre alluvione 2011

Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Nazionale, Prefetto GABRIELLI, ha più volte ribadito, spesso parlando a margine di calamità appena successe, che la mancanza di fondi della pubblica amministrazione non può essere invocata come alibi per non attuare delle politiche di salvaguarda del territorio e di difesa civile (i famosi tagli orizzontali che fanno vacillare tutto il sistema e che anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo subito).

Brugnato 5 Terre alluvione 2011

La nostra associazione, nell'anno appena trascorso, ha investito tantissimo proprio nell'attività di formazione dei volontari e di sensibilizzazione nelle scuole. Un processo di "alfabetizzazione" in tema di Protezione Civile, iniziato nel 2009 e che proseguiremo anche in futuro ma che ci auspichiamo venga seguito, anche a livello locale, da politiche efficaci e vere campagne d'informazione e di prevenzione di più ampio respiro. Il volontariato è sussidiarietà, non possiamo, né assolutamente vogliamo, sostituirci a chi ha precisi obblighi in tal senso.

ESERCITAZIONE BALTEA EPOREDIA 2012 Campo scuola

Ritenendo superfluo aggiungere parole al bellissimo aricolo che segue la Squadra Volontari Antincendi Boschivi di Santantonino augura a tutti un sereno 2013.

Un pianeta da difendere
di Mario Tozzi
primo ricercatore Cnr - Igag
e conduttore televisivo

Cultura di base
tra l'uragano Sandy e l'Italia

Ero a New York nel momento esatto in cui l'uragano Sandy si abbatteva su Manhattan. Lo abbiamo aspettato per giorni e poi gli siamo andati incontro a Battery Park, a sud della città, dove il mare ci urlava in faccia la sua rabbia. Abbiamo circumnavigato l'isola di Manhattan lungo l'East River e poi lungo l'Hudson e abbiamo visto le nuvole basse nere arrivare con raffiche a oltre 100 km/h. Abbiamo visto l'acqua salire fino a un metro, i cartelloni pubblicitari volare via, i semafori ondeggiare e gli alberi cadere. Non abbiamo visto nemmeno un'auto privata aggirarsi, né un uomo cadere, perché per strada non c'era nessuno: solo mezzi di soccorso e giornalisti. Nella città più moderna del mondo un uragano di proporzioni gigantesche (1.500 km di diametro) arriva nel cuore della City e non provoca isterismi, né preoccupa: solo la luce elettrica che va via per tre giorni ci riporta a quel momento. Per il resto, a New York, nulla di così rilevante.
Ero a Genova l'autunno scorso al momento della bomba d'acqua e quest'anno in Toscana all'arrivo della tempesta. E dovunque auovetture accartocciate dal vento e spazzate via dalle strade, strade ridotte a fiumi, fiumi morti intombati sotto le strade. Gente che non sa che fare, costruzioni dove non dovrebbero essere e tutti per strada, mentre si dovrebbe stare rintanati in casa ai piani più alti. Ci sono i morti e i danni per milioni di euro. E si ricostruisce, esattamente negli stessi posti e esattamente nello stesso modo. Le piogge sono cambiate, il clima pure, ma il territorio è sempre meno preparato.
Italia - Stati Uniti un parallelo che è utile per capire quanto siamo impreparati a questi eventi naturali a carattere catastrofico. Indicazioni della Protezione Civile disattese, città che sono diventate colossali parcheggi a cielo aperto, nessuna cultura della natura e nessuna alfabetizzazione scientifica: in questi pochi punti le differenze fra nordamericani e mediterranei nell'affrontare gli eventi naturali. E in questi pochi punti una previsione puntuale: sarà così alla prossima primavera e al prossimo autunno.
Sarà inevitabilmente così: le piogge arriveranno violente e concentrate e noi italiani a guardarci in faccia e a constatare che, sì, effettivamente le piogge sembrano cambiate, ma magari dipenderà dalle macchie solari o dai raggi cosmici. Quanto vorrei che fossero indicati al pubblico ludibrio quegli pseudo scienziati che ammanniscono sicurezza sulla imprevedibilità del clima, quando i suoi effetti sono prevedibilissimi, e sul fatto che fosse già successo nei secoli scorsi. Nel passato non pioveva in modo così concentrato, ma pure se lo avesse fatto, c'erano meno case e uomini esposti. La differenza oggi la fanno gli uomini che creano il rischio anche dove prima non c'era. Solo che a New York si fanno da parte e rispettano l'uragano, mentre in Italia continuano a fare finta di niente. 

Mario Tozzi