NUBIFRAGIO DEL 7 LUGLIO GRANDE LAVORO PER I VOLONTARI AIB

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Pubblicato: il 12 luglio 2014

Grande impegno per i volontari della squadra Aib di Sant’Antonino chiamati ad intervenire a seguito dei violenti nubifragi nel pomeriggio del 7 luglio scorso. L’allerta era stata diramata a tutta la Squadra fin dalle ore 13,00, quando il servizio Meteorologico Regionale dell’Arpa aveva emesso il bollettino di vigilanza per temporali e rischio nubifragi per la nostra zona.

allagamenti

Dopo i  primi due violenti nubifragi, abbattutisi sul paese dalle ore 14,10 alle ore 15,00 pervenivano alcune segnalazioni per allagamenti in vari punti del paese. Pertanto alle 15,15 usciva una prima Squadra, posto che gli allagamenti oltre ad interessare ai “consueti” punti critici di via Torino ed il sottopasso della ferrovia, riguardavano via Mario Celso e via Maisonetta, a causa dell’eccezionale portata del canale Alberile, con incanalamento dell’acqua lungo via Rocciamelone.

allagamento Via Torino Via Vaie

Alle 15,30 via Torino all’angolo con Via Vaie si presentava ancora allagata da circa 20 cm d’acqua e, continuando a piovere, la situazione pareva lontana dal tornare alla  normalità.

allagamento Via Torino

Successivamente l’equipaggio si dirigeva verso il rio Trona al fine di monitorare la situazione lungo l’asta del torrente in piena. Il sopralluogo sulla nuova briglia selettiva di via Cresto, posta in apice di conoide, evidenziava che era stata totalmente saturata dai detriti del  secondo nubifragio, tant'è che molto materiale era già stato fluitato al piano interessando in parte il locale campo sportivo. È importante ricordare che la nuova briglia selettiva, terminata lo scorso mese di febbraio unitamente al rimodellamento dell’alveo del rio Trona, nel tratto compreso tra l’apice di conoide ed il campo sportivo, è l’ultima di una serie di opere idrauliche e di difesa spondale realizzate a difesa dell’abitato, dopo l’individuazione della frana di Presa Casel nel 2000 e la sua riattivazione nel 2008.

Presa Casel allagamenti

Proprio grazie a queste opere idrauliche le acque del Rio Trona venivano deviate nel bacino di laminazione della borgata Codrei (ultimato nel 2012), impedendo che si riversassero nel canale Cantarana, già in piena per le forti precipitazioni. Vista la situazione di reale pericolo il Sindaco provvedeva a contattare la sala operativa della protezione civile regionale comunicando l’impiego della nostra organizzazione di volontariato  (seguendo le procedure previste dal DPR 194/2001 ed art. 14 del Decreto 23 luglio 2012, n. 5/R della Regione Piemonte) per l’emergenza in corso.

allagamenti e rimozione piante

Si formavano quindi altri 2 equipaggi da inviare nelle zone maggiormente colpite, mentre proseguivano i sopralluoghi località Vignassa – Lanzore, presso le 2 briglie selettive realizzate nel 2011 e lungo l’impluvio monte della borgata, attraverso il Sentiero Frassati, dove veniva individuata una colata detritica sul territorio di Villarfocchiardo.

allagamenti repertorio

In quel frangente si verificava un nuovo nubifragio, piuttosto consistente e prolungato, che causava un nuovo allagamento di Via Torino quindi, su richiesta del Sindaco, tutti gli equipaggi convergevano nel centro abitato intervenendo per bloccare la circolazione, in ausilio alla Polizia Municipale. Alle 17,10 Il Sindaco convocava il Centro Operativo Comunale di Protezione Civile, per coordinare i soccorsi ed iniziava una lunga serie di attività in raccordo con la Prefettura, il Settore Protezione Civile della Regione Piemonte e il Servizio Protezione Civile della Provincia di Torino. Intanto la nostra Squadra proseguiva con le attività di: blocco della circolazione veicolare nelle zone allagate, monitoraggio della frana di presa Casel ed altre situazioni di dissesto idrogeologico presenti sul territorio. Nonostante le numerose richieste di intervento per prosciugamento, si evitava qualsiasi intervento in tal senso, posto che i rovesci erano continui ed ancora in atto.

 sottopasso allagato

via Torino angolo Via Roma

Via Torino

Dal sopralluogo sulla frana di Presa Casel e lungo l’asta del Rio Trona, presso il guado Coloumbata, si riscontrava il trasporto di materiale lapideo e di porzioni di tronchi (frammentati nell’inverno 2000/2001 durante gli interventi di abbattimento a seguito dell’individuazione della frana di Presa Casel). Dal rilevamento delle tracce lasciate sulla vegetazione e dai pezzi di tronco sparsi ai bordi dell’alveo si ipotizza che l’onda di piena abbia raggiunto l’altezza di almeno un metro rispetto al livello normale di portata, fluitando pietrame anche di medie dimensioni e riuscendo a scalzare alcune rocce che costituivano il guado prima dell’evento.

guado Coulumbata

guado Coulumbata

L’attività di monitoraggio sul territorio proseguivano fino alle 01,45, mentre il presidio del paese veniva garantito fino alle ore 8,30 del mattino, posto che il Sindaco, in raccordo con i funzionari della protezione civile regionale, suggeriva un servizio di guardiania sul Rio Trona per le ore successive ai nubifragi, onde garantire una pronta risposta in caso di ulteriori criticità,poiché le previsioni davano la possibilità di ulteriori temporali fino alle ore 02 circa.

frana repertorio

Il martedì pomeriggio veniva effettuato un ulteriore sopralluogo presso la frana di Presa Casel, riscontrando ulteriori smottamenti in corrispondenza dei canali di scolo realizzati i mesi scorsi, nonché la caduta di un larice e lo scivolamento a valle di terra  e massi che andavano ad ostruire il canale nella parte vicina alla confluenza nei tubi metallici.

Presa Casel caduta larice

Presa Casel smottamento nuovo canale scolo

Da un sopraluogo effettuato dalla squadra sabato 12 luglio, presso il Rio Combalasso, precorrendo la mulattiera che dalla Borgata Cresto conduce a Presa Billia, denominata Via Piana, si riscontravano gli effetti causati dall’onda di piena, nonché il danneggiamento della stessa mulattiera in corrispondenza del passaggio sull’asta del Rio ed era possibile accertare che il materiale trasportato dal Rio Trona fino all’apice di conoide era in buona parte dovuto alla piena del Rio Combalasso, replicando (fortunatamente con effetti estremamente più limitati) l’episodio alluvionale di debris flow registrato a fine ‘800 che aveva coinvolto le frazioni di San Pede e Codrei causando 4 vittime.

passaggio Rio Combalasso

Fin dall’individuazione del movimento franoso di Presa Casel, risalente al novembre 2000, la nostra Squadra ha provveduto al costante monitoraggio sia dello smottamento, delle vie di accesso e dell’intera asta del rio Trona durante le varie situazioni di allerta in occasione delle precipitazioni abbondanti di questi anni,  documentando di volta in volta con video e foto gli eventi più significativi e gli effetti sia sulla frana che negli altri punti rilevanti lungo l’asta del Rio Trona. In questi 14  anni di monitoraggio non si erano mai verificati fenomeni di portata tale da causare la fluitazione a valle di così tanti detriti e soprattutto che il materiale raggiungesse l’apice di conoide in corrispondenza alle opere di difesa spondale di Via Cresto, fino alla confluenza con il canale scaricatore dell’omonimo Rio. Tuttavia i sopralluoghi hanno consentito di accertare che il materiale trasportato è da imputarsi principalmente all’ondata di piena ed alla colata detritica trasportata nel Rio Trona dall’affluente rio Combalasso, mentre nulla è stato fluitato dalla base della frana di Presa Casel. Per capire la portata dell’evento calamitoso che ha colpito il nostro paese, mandando in crisi il reticolo idraulico del paese è sufficiente riportare i seguenti dati rilevati da una stazione pluviometrica posta in paese  a  Sant'antonino di Susa, zona sud, sono complessivamente caduti 128,4 mm nel corso della giornata del 7 luglio, di cui circa 50mm in un’ora, circa 80 mm in 2 ore e oltre 110 mm in 4 ore. Anche l’intensità raggiunta dalla precipitazione è risultata importante: il picco massimo è stato registrato alle 14:59 con un’intensità puntuale di 274.2 millimetri/ora ma il picco non è risultato isolato, si è infatti registrato un picco secondario di 240 millimetri/ora alle 14:30 e comunque per tutto il periodo compreso fra le ore 14 e le ore 16 l’intensità della precipitazione ha più volte superato i 150 millimetri/ora attestandosi, in ogni caso, quasi sempre oltre i 40-50 millimetri/ora (fonte Meteo Valle  di Susa).

Detto ciò la nostra organizzazione di volontariato si è resa disponibile all’intervento di emergenza richiesto dal Sindaco, nonostante la mancanza di specifica convenzione con il comune di Sant’Antonino.

La squadra durante gli interventi ha impiegato 14 volontari con 4 mezzi in fase di emergenza, mentre nei successivi sopralluoghi sono intervenuti 3/4 volontari con 1/2  mezzi.

alluvione repertorio

L’accaduto deve far riflettere tutti, partendo dal singolo cittadino, su quanto prospettato dal mondo scientifico per futuro. Meteorologi e climatologi ribadiscono da tempo che gli eventi calamitosi di particolare intensità aumenteranno sia nella frequenza (tempi di ritorno) sia nella magnitudo e guardando i notiziari degli ultimi 5 anni si ritrovano conferme allarmanti.

alluvione repertorio

Noi volontari di protezione civile siamo convinti che per avere una pronta risposta alle emergenze sia indispensabile mantenere in efficienza organizzazioni di volontariato presenti sul territorio come la nostra. Ma  non può certo bastare se l’azione non è abbinata alla diffusione della cultura di protezione civile tra ogni cittadino…. vedere una macchina viaggiare a velocità sostenuta su via Torino, coperta da 20 cm d’acqua corrente e fare l’effetto motoscafo, provocando onde che si riversavano nei negozi, peggiorando la situazione già critica, crediamo sia qualcosa che debba far riflettere sulla mancanza di cultura di protezione civile e più in generale sul senso civico di ognuno …   

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