I primi contatti e i primi atti concreti

Nel primo pomeriggio del 22 aprile giungevamo nella piana di Roio, scoprendo tra l'altro che si trattava di frazioni di L'Aquila e non di singoli comuni. L'impatto con la distruzione, il lutto, la paura (c'erano cicliche scosse che si ripetevano quotidianamente), la sofferenza della vita forzata nelle tendopoli, la speranza, l'incertezza, generò un coacervo di emozioni che avrebbero per sempre cambiato le nostre vite. Incontrammo Don Giovanni, Bruna e Gianni. Ciò che ci colpì maggiormente non furono né le macerie né le proporzioni dell'evento calamitoso, né l'entità delle ferite che ogni persona che incontravi portava dentro di se. Fummo colpiti dalla dignità con cui ci stava di fronte affrontava una situazione molto difficile; chi non aveva perso delle persone care aveva comunque perso la casa, il lavoro. Le prime 3 notti avevano dormito in macchina, per avere le docce e l'acqua calda avevano dovuto attendere una settimana, per le stufe nelle tende 10 giorni. Non una lamentela, non una polemica, tanta voglia di fare e di andare avanti. Gran parte delle tende della tendopoli di Colle Roio l'avevano montata (da soli) i ragazzi del paese. Incontrammo la tenacia e dignità tipiche della gente di montagna.

partenza x Roio    chiesa Santa Rufina   campo Santa Rufina centro storico Santa Rufina

Il resoconto della situazione fu subito inviato al sindaco e a Don Sergio, accompagnati dalla richiesta di procurare delle tute da ginnastica per i ragazzi della tendopoli (quelle consegnate dai soccorsi nei giorni dopo il sisma si erano rivelate infestate dai parassiti, e in alcuni "pacchi" erano state rinvenute delle siringhe), nonché un pc portatile, completo di chiavetta internet, da portare a Don Giovanni per consentirgli di mantenere i contatti col mondo esterno. Alle prime ore del 24 aprile eravamo di ritorno e 48 ore dopo viaggiavamo nuovamente alla volta di Roio con il carico di capi di abbigliamento ed il pc.

vestiario per Roio  aiuti stradale

La sera del 26 presentavamo Don Giovanni e gli amici di colle Roio al Sindaco, a Don Sergio, al caporedattore de La Valsusa e a un membro dell'associazione dei Vigili del Fuoco Volontari di del nostro paese "I Pompista 'd Sant'Antunin" (associazione con cui avremmo poi dato vita al progetto Un Ponte Per Roio), e provvedevamo a consegnare il pc e le tute donate dai santantoninesi.

incontro parroci, sindaco e amici  chiesa Coller Roio  Roio Piano

Il giorno successivo, grazie alla Polizia Stradale dell'Aquila, sindaco e parroco poterono visitare il centro della città devastato e la zona rossa e rendersi conto di persona dell'intensità dei danni subiti.