Dissesti Idrogeologici

Nel corso degli anni, con l’aumentare degli interventi di protezione civile in settori diversi dall’incendio boschivo, la squadra interveniva a seguito di smottamenti e frane individuate nel territorio di pertinenza. In particolare, immediatamente dopo l’alluvione dell’ottobre 2000, veniva individuato un grosso movimento franoso in località Presa Casel, a circa 1200 metri d’altezza nel bacino del Rio Trona.

 

frana 1.jpgTale smottamento, oltre a comportare un immediato blocco del piano regolatore di buona parte delle borgate Maisonetta e Codrei, a causa del concreto rischio di una frana incanalata nell’alveo del rio col coinvolgimento delle abitazioni poste all’apice del conoide, richiedeva l’esecuzione di una serie di difese spondali a protezione dell’abitato, il rifacimento dei due ponti che attraversano il rio, per consentire il deflusso della colata detritica, nonché un costante monitoraggio in occasione di precipitazioni importanti.

frana 2.jpg    frana 4.jpg 

Questo tipo di criticità presente sul territorio, che dal 2000 ad oggi si riproponeva in più circostanze, a seconda del tipo di riattivazione della frana e della quantità di materiale lapideo scivolato a valle nell’alveo del rio, richiedeva l’intervento della squadra con diversi livelli di criticità come previsto dal Piano Comunale di Protezione Civile.

frana 5.jpg 

L'attività operativa consiste nel normale monitoraggio saltuario a seguito di forti precipitazioni, fino a giungere alla sorveglianza attiva h 24 con istituzione di un presidio sulla testa di frana e due posti di osservazione lungo l'asta del rio (come avvenuto per ben 15 giorni consecutivi nel giugno 2008 a seguito dell'alluvione in Val Susa), al fine di segnalare l'attivazione della colata e di consentire l'evacuazione della popolazione a rischio.

frana 2008

 Dal 2008 ad oggi venivano effettuati ulteriori lavori (in somma urgenza) sulla testa di frana mentre nella zona Mareschi - Codrei è in fase di attuazione un grosso bacino di laminazione in grado di accogliere le acque che dovessero provenire dall'improvvisa piena a seguito del distacco della frana, per poi lasciarle fluire gradualmente nei canali posti nel fondovalle  e scongiurare l'allagamento del paese.